INDICAZIONI DIDATTICHE
PER LA DISLESSIA

COSA FA IL DOCENTE DI UN BAMBINO/RAGAZZO DISLESSICO?

 A) Bambini Dislessici che frequentano la  scuola primaria

“La dislessia comporta una  limitazione della capacità di leggere in modo corretto e fluente “

E’ importante che tra docenti ci sia uno scambio di informazioni, per conoscere i percorsi scolastici dell’alunno e rispettarne le capacità, la personalità, i ritmi e gli stili di apprendimento.

Nei DSA prevalgono le difficoltà  nel riconoscimento visivo,  nell’ analisi fonologica e nell’ acquisizione della corrispondenza grafeme-fonema. Deve essere analizzata e riconosciuta la specifica difficoltà, tra quelle che determinano la lettura. 

Si consiglia il metodo fono-sillabico e di evitare, invece, il metodo globale. 

Tra le attività da poter realizzare nella prima classe della scuola primaria, suggeriamo esercizi di discriminazione fonologica:

    1. esercizi sulla riproduzione dei ritmi (dai più semplici ai più complessi)
    2. giochi fonologici; esercizi di analisi fonetica delle parole
    3. esercizi di sintesi sillabica: si parte dalle sillabe per giungere alla parola; riconoscere la sillaba iniziale, intermedia e finale
    4. consapevolezza fonologica progressiva: identificazione di parole nella frase, identificazione di sillabe, suono iniziale e finale, riconoscimento dei singoli fonemi;
    5. non richiedere la lettura ad alta voce
    6. favorire l’utilizzo di un lettore con sintesi vocale fornendo le verifiche su supporto informatico; in qualunque situazione di compito (test/verifica/esercizio in classe) leggere per lui a voce alta e per più volte.
 

 

indicazioni didattiche per la dislessia

B) Ragazzi Dislessici che frequentano la scuola secondaria

Il docente deve sostenere la motivazione e la fiducia; promuovere la capacità di comprensione del testo; promuovere il passaggio alla lettura silente , più veloce ed efficiente; insegnare strategie di lettura.

 

E’ importante sostenere il passaggio dalla lettura all’ascolto della lettura:

  1. ascolto della lettura degli altri
  2. uso di software di sintesi vocale
  3. uso di libri e vocabolari digitali.

 

Privilegiare il canale orale per le lezioni:

  1. semplificare i testi  attraverso l’impiego di mappe, schemi e altri mediatori per supportare la comprensione
  2. assegnare solo prove d’ascolto, in cui l’allievo deve semplicemente rispondere alle domande di vero/falso che non devono essere numerose ed essere lette anche da una voce della sintesi vocale. Tutto questo tenendo conto della difficoltà per l’allievo di leggere correttamente le domande  e di ricordare la domanda mentre cerca la risposta scritta (deficit di memoria di lavoro).

 

Anche il parlato è sicuramente da privilegiare:

  1. prima di assegnare un argomento da studiare, lavorare in classe producendo schemi e tabelle in modo condiviso
  2. dare consegne chiare su un argomento definito e quando deve riferire concetti/contenuti studiati a casa permettere l’utilizzo di mappe e di schemi.

Nelle funzioni comunicative semplici, di vita quotidiana già note, interagire dandogli un input tutte le volte che sia necessario.

 

Per la comprensione:

  1. utilizzare i colori, dividere il brano in sequenze, fare uso dell’anticipazione.
  2. permettere a casa l’uso di sintesi, l’uso del libro digitale e di altri sussidi.