Disgrafia

La Disgrafia riguarda il nucleo della scrittura. Il processo deficitario è periferico e di natura motoria associato alle funzioni esecutivo-motorie (rappresentato espressivamente da un deficit nei processi di realizzazione grafica). Il disgrafico è caratterizzato da una grafia faticosamente leggibile, nonché faticosamente prodotta.

La Disgrafia prescinde dalle variabili linguistiche come il lessico, la grammatica, la sintassi o l’ortografia; la scrittura appare faticosa solo sul piano motorio (deformata, irregolare per forma e grandezza, tremolante, lenta) a causa di un disturbo che colpisce la coordinazione delle abilità fini e che coinvolge il braccio nella sua totalità (dita, mano, polso, gomito, spalla) o la coordinazione visuo-motoria. Per pervenire a una diagnosi di Disgrafia, si valuta sia l’aspetto qualitativo del tratto grafico (la sua leggibilità, fondamentalmente), ma anche l’efficienza con cui il bambino lo produce (cioè la rapidità con cui il bambino scrive). Si tratta di un aspetto importante, che rappresenta il livello di automatizzazione della scrittura e la capacità del bambino di rispondere  adeguatamente alle normali richieste dell’insegnante.

Dal punto di vista qualitativo, il bambino disgrafico può aver appreso e automatizzato strategie inadeguate (usando, quindi, una direzione scorretta, manifestando difficoltà di collegamento fra le singole lettere, che possono essere illeggibili o presentare proporzioni incongruenti), può mostrare difficoltà prevalentemente visuo-spaziali (non rispetta i margini del foglio o il rigo, lascia uno spazio non adeguato fra le lettere e fra le parole, capovolge le lettere, che possono avere grandezze irregolari o inclinazioni incoerenti) oppure difficoltà posturali o motorie (presenta una postura scorretta, una prensione problematica, tremori, non utilizza funzionalmente la mano che non scrive, ha difficoltà nella modulazione della pressione, è lento). Ancora, il bambino disgrafico può incontrare difficoltà nella pianificazione, nel recupero e nel controllo
degli schemi motori, confondendo lettere e/o allografi simili, compiendo molte autocorrezioni e perseverazioni.
Entro la metà del primo anno di Scuola Primaria gli insegnanti possono rilevare un’eccessiva lentezza nella scrittura, l’incapacità a produrre le lettere in stampato maiuscolo in modo riconoscibile, la specularità nella scrittura sia delle lettere sia dei numeri.

Per la diagnosi, sono necessari test standardizzati che valutino  le capacità grafomotorie (fluenza) e la velocità di produzione grafica. 

Nella riabilitazione della  Disgrafia, sono numerose le variabili che incidono sulla scelta del percorso riabilitativo: l’età del bambino, il livello di automatizzazione del tratto grafico, la comorbilità con disturbi della sfera motoria.

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